“Hi, I’m using public transports in Rome and I can’t stop it”

Imagine to have ten/eleven persons living in Rome around a table. Guess: what are these persons talking about? Easy riddle. If you’ve ever experienced Rome for more than one week, you’ll know these people are talking about public transports.

It’s like an obsession here. For people who don’t own a car nor have any other private means of transport dealing with buses, trams or metro coaches is the worse thing one may ever wish to his or her worse enemy. Public transports in Rome are not efficient. Nor are they confortable. They come after you’ve been waiting for them for half an hour, without a timetable, without any benchmark to hang your hopes to. They come after you’ve been swearing to yourself you’d rather pedal all the way throughout the city than wasting your days at a bus stop. Then you find yourself there again, deluded by one satisfying ride, the exception that confirms the rule.

Moving in Rome using public transports is a challenge for life. That means you might survive at the end, but your feature will never look the same. You’ll look older. It’s a consuming experience. That’s the reason why when Romans (or adopted Romans) meet all together around a table and one of them drops the question: “How did you get here?”, then starts the sharing. People tell each other their adventures on public transports. It’s like finding yourself at A.A. “Hi, I’m Cinzia. I’ve been doing Prenestina-Monte Sacro back and forth every day for three months. Now I have a bicycle but I still can’t help jumping on buses sometimes”.

People talk about public transports also when they are using public transports. Complaining about the bad service has became the best topic to share a short talk with passengers on the bus, on the tram, inside the subway. People like doing that also when travelling with regional trains. During my last trip to Naples I over listened to this kind of conversation for two hours. I was pretending to be a foreigner, while persons around me were exchanging experiences, advice, they were becoming friends.

This is the point. Public transports in Rome – and not only – suck. But, after all, we’re going to have a lot of new friends.

12:22 pm »

bianchina

Rieccola. Oltre sei mesi di silenzio, poi, inevitabile, il ritorno alle origini. Metronimia è tornata. Con un vestito nuovo – più stiloso – e un orizzonte più ampio da esplorare. Alla fauna dei mezzi pubblici – e che fauna ora che la crisi ribolle – e alle avventure su rotaie o a motore si aggiungono le due ruote di Bianchina, la mia nuova bicicletta (la vedete in foto). Comincio con un paio di post che avrei dovuto scrivere qualche tempo fa. Cose che mi sono passate per la testa e ho preferito lasciare correre (per pigrizia? per scarsa convinzione?). Buona lettura.

 

There she goes again. More than six months without giving any sign, then, unavoidable, the return to the origins. Metronimia is back. She’s wearing a new – more fancy – dress and has a broeader horizon to explore. Along with the public tranports fauna – and what fauna with the boiling crisis – and the engine-driven/on rail adventures you’ll find the two wheels of Bianchina, my new bicycle (that one in the picture). I’ll start with a couple of posts I should have written some time ago. Things which passed through my mind and that I let just go (laziness? lack of belief?). Enjoy your reading.

Scioperano

Leggo su Twitter le notizie di @infoatac e @romamobilità. Con lo sciopero di oggi suonano tutte più o meno così: “Traffico e code in città” oppure “Sciopero nei trasporti: chiuse metro A e B, ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo”. Tutto chiuso, tutto immobile in quell’impotenza da orticaria che provo spesso girando con i mezzi a Roma. Perhcé oggi sarà anche sciopero in tutta Italia, ma da quando mi sono trasferita a Roma credo di aver incontrato lo sciopero dei mezzi in media una volta ogni due settimane. 

Oggi, quindi, non mi muoverò di casa. Al massimo me ne andrò da qualche parte a piedi. Ma non ripeterò l’errore di attraversare la città con la metro durante le fasce orarie garantite per poi ritrovarmi bloccata in qualche posto lontano da casa e, nella disperazione, cedere all’unica alternativa: il taxi. 

Mi è successo quest’estate. Uscita la mattina presto per andare ai musei vaticani – avevo ospiti e non potevo rimandare al giorno dopo – alle 10 ero in trappola. Nessun mezzo per spostarsi. Un’ora di attesa sotto il sole rileggendo con vana speranza i tweet di @infoatac. Poi la decisione di prendere il taxi. 30 euro che se ne vanno così, dal Vaticano a Piazza Bologna. 

La stessa scena si ripete nel pomeriggio. 20 euro, questa volta. 

E i miei ospiti svedesi che si chiedevano com’era possibile. E io che alzavo le spalle. Imbarazzata. E guardavo il portafogli già vuoto. Per una giornata di sciopero, che ha fatto sicuramente bene alle tasche di una certa categoria. Ma questa è un’altra storia.

Image 

A Metronimia piace questo…

Il commento di Dario Di Vico sul Corriere della Sera. Perché lo sciopero dei trasporti (come quello di domani) è un’arma spuntata.  http://www.corriere.it/editoriali/12_ottobre_01/inutile-rito-sciopero-trasporti-dario-di-vico_a1f49678-0b8e-11e2-a626-17c468fbd3dd.shtml

Scopa, ché ti fa bene

Roma – L’isteria sui mezzi pubblici romani è la norma. Aspetti per mezz’ora, si accumulano i passeggeri, lotti per entrare, il tram puzza. E ti viene voglia di litigare. Oggi, però, è successo qualcosa, a mio avviso, di disgustoso.

Un uomo in età avanzata – dai settanta in su – è entrato in tram a Termini mentre le porte si stavano chiudendo. Nel compiere questo gesto atletico ha urtato una donna, che si è lamentata e gli ha dato del maleducato. Da lì sono volate le solite frasi – “Ma come si permette”, “Ma stia zitta”, “Ma che fa lei nella vita che si comporta sempre così”, “Ma vada a farsi fottere” (detto dal settantenne alla donna). Questo ultimo invito – non proprio da nonno, non proprio elegante, a prescindere da chi aveva torto o ragione riguardo al modo di salire sul tram – è stato ripetuto ancora una volta dal vecchietto che, per farsi capire meglio, ha optato per un esplicito: “Ma vada a farsi scopare, ché ne ha bisogno”. La donna ha risposto con un: “Se fossi uomo le spaccherei la faccia”. Ma non è un uomo. Quindi ha continuato con gli insulti, mentre tutti intorno guardavano fingendo di non guardare e non dicevano nulla.

Ora, è normale che un uomo – lascio perdere i settant’anni, anche se mi verrebbe da chiedere se i nonni di oggi parlano davvero così – per insultare una donna le dica che vada a farsi scopare, aggiungendo “ché ne ha bisogno”? – lui sì che le capisce, le donne. A me ha messo molta tristezza. Anche perché dopo questo invito la donna è apparsa umiliata, quasi spaventata. Ha cominciato a gridare ancora di più, in preda a una crisi isterica perché il signore che era entrato in tram urtandola, ora le si avvicinava un po’ di più e allungava il collo, come a ricordarle chi è che comanda.

Io non ho potuto stare zitta. Ho detto al vecchietto che non era il caso di buttarla su questi toni. Lui mi ha risposto che è stata la donna a insultarlo e lui ha risposto a dovere. A me la sensazione di schifo è rimasta. Ma io sono una giovane ingenua.

Image

A Metronimia piace questo link…

http://igersontheunderground.weebly.com/ foto rubate dalla metropolitana di Londra

Dio ti punirà

Roma – Ore 19.34

“Copritevi!”. Una signora entra in tram e dice l’unica frase che non avrei mai immaginato di poter sentire il 9 Agosto con 34 gradi all’ombra a Roma. Sì, vuole che ci copriamo. Ma non tutti, solo le donne. “Guarda là – dice additando una ragazza – guarda come vanno vestite, tutte scoperte. Ma non vi vergognate? Siete peggio di un tumore. Siete un’associazione a delinquere”. Eh? “Vi vestite tutte così per far piacere agli uomini, per provocare. Ma Dio lo sa, Dio vi vede”. No, mi vesto così perché ho caldo. E poi non mettiamo in mezzo anche Dio, per favore.

Sudo, non c’è aria condizionata e tu, con quel crocifisso al collo, mi dai fastidio quanto i peperoni che non ho ancora digerito da oggi a pranzo. Si gira e punta verso di me. “E tu? cosa farai la prossima volta che uscirai?”. “Uhm, mi vestirò uguale ad adesso?”. “No!”. Ah, no? Mi dovrei mettere l’impermeabile come te? Mannaggia.

Rimpiango mia nonna quando si scandalizzava vedendo la Ferilli intervistata a Domenica In: “Varda, insoma, co e patatote là…”.

Ma ricordo male o erano Adamo ed Eva quelli che andavano in giro con la foglia di fico?Image

Ma chi me lo fa fare di viaggiare?

Perplesso. Un po’ assonnato. Intimamente furioso. Penso che quando apriró il portantino Lorenzo (Gatto, per gli amici) mi assalirá con tutte le forze che gli sono rimaste dopo questo viaggio Roma-Milano. Tante, penso, visto che ha sonnecchiato e da due ore non muove che gli occhi. Le orecchie, grandi e attente restano di guardia, immobili. Io ogni tanto gli parlo – sono il classico essere umano deficiente che fa lunghi monologhi con gli animali. Lui mi guarda appena, impassibile. Resta rintanato nel fondo del portantino. E lancia sguardi sospettosi a chi gli si avvicina e dice: “Ciao piccolino!”.

B1, colpito e affondato (per davvero)

Il giorno dopo, la B1 è ferma.

Qui la comunicazione di Agenzia Mobilità: http://www.agenziamobilita.roma.it/primo-piano/metro-b1-linea-non-attiva.html

 

P.s.: L’Agenzia Mobilità scrive ora (12.50) che la linea ha ripreso a correre. Per maggiori info seguite @romamobilita su Twitter.